mercoledì 9 maggio 2012

a moment of clarity

Ci si apre e ci si chiude.
Alle sensazioni, agli avvenimenti, alle intemperie, alla fortuna e a sua sorella, ai gesti ed ai comportamenti, financo al fato ed alla fede.

Aprirsi ad una cosa spesso è piacevole tanto quanto chiudersi ad un’altra. Inutile dirlo, è vero anche il contrario.
Dipende dal momento.

Aprirsi o chiudersi ad una stessa cosa a volte può essere una gioia o un dolore.
Dipende dal momento.

Può essere una gioia ed insieme un dolore l’aprirsi o il chiudersi a qualcosa?
Dipende dal momento.

Ma può un momento dipendere dal momento?

Ci si può aprire ad un momento?
Ci si può chiudere ad un momento?

Oppure è il momento che decide?

Immagino che la risposta sia “dipende”.

Da cosa non l’ho ancora capito però.

martedì 8 maggio 2012

mortar grind

Come schiacciato, pesto, triturato a grana fine

trascinato da niente più che volontà

vento a cui ti affidi per avanzare

ma che disperde e rende difficile da raccattare

lunedì 7 maggio 2012

acquiring the taste


Colpire. Picchiare più forte. Picchiare per primi. Il dolore del colpo subito non è contemplato. Perché non deve esserci un colpo subito. Se il tuo primo colpo non è andato a segno, anche il secondo deve essere il tuo, non dell’altro. E deve stendere. Riuscire dove il primo ha fallito. Perché se fallisce anche il secondo sei fottuto. Se fallisce anche il secondo non ne meriti un terzo. Se fallisce anche il secondo il sangue che cadrà a terra sarà il tuo. Colpire. Picchiare più forte. Picchiare per primi. Prenderci pian piano anche gusto. Il gusto di veder andar giù. Di veder cadere. Di avere ragione.


O di prendersela.


domenica 6 maggio 2012

take a walk

fatti un giro

funziona sempre

qualsiasi cosa tu stia pensando di fare

qualsiasi cosa ti tormenti

senza meta

da A a non importa dove, per poi ritornare ad A

camminare per camminare

camminare per non pensare

quando tornerai ad A non sarà cambiato niente

ma sarà tutto un po’ meglio

sabato 5 maggio 2012

black n° 6 [haiku]



ombrelli neri

              cercan svelto riparo.

    gocce d'autunno


venerdì 4 maggio 2012

sound of white noise

C’è poco da fare, è inutile parlare con toni pacati in mezzo ad una mandria di urlatori; non ti noteranno nemmeno.
E fino a lì pazienza. il problema è che se ti notano di sicuro lo faranno per aver scambiato cortesia, carattere, abitudine o anche educazione per debolezza. Non potrai mai essere notato come esempio di eloquenza, perché urlare è il modo giusto per esprimersi. Per loro.

Basta poco per farsi notare, l’importante è capire il pubblico a cui ti rivolgi.

Bisogna dunque solo urlare quando si è in mezzo agli urlatori?

No, ma c’è il rischio che le tue parole valgano meno di zero.
Per loro.

Che fare allora?

Una soluzione c’è: cambia pubblico.

Ma se non puoi?

Allora grida più forte degli altri.

Ma solo se ne vale la pena.

Altrimenti è fiato sprecato.

E diventeresti uno di loro.

E tu non vuoi essere uno di loro.

Non lo vuoi, vero?

giovedì 3 maggio 2012

the view from afar


Far da spettatore spesso non ti mette nei guai, ma quando nei guai ci sei già puoi star tranquillo che non aiuta per niente a togliertici