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domenica 13 maggio 2012

losing time

fare le cose per gli altri non fa per me

non fa per gli altri fare le cose per me

è tempo perso



fa per gli altri fare le cose per gli altri

fare le cose per me fa per me

ci ho perso tempo

giovedì 10 maggio 2012

rain o’er me

Il primo temporale d’autunno.

Lo sento soltanto, sono lontano dalla finestra e mi basta anche solo il rumore. La visione della pioggia l’avrò in abbondanza da oggi in poi, per cui mi godo il silenzio interrotto dalle gocce – tante gocce – che cadono, sbattono e bagnano tutto, senza fare distinzione di sesso, razze, materiali, superfici, colori, tessuti, calde anime e fredde cose.
Vien voglia di uscire per essere parte del tutto, per farsi bagnare come tutto il resto.

Non si può.

C’è da fare.

Verrà il tempo.

Verrà un altro tempo.

Verrà un’altra pioggia.

E sarà anche mia.

martedì 17 aprile 2012

fabric

fitto
intersecato
fitto
intersecato
pieno
fitto
intersecato
pieno
fittofittofittointersecatopienofittofittopienofitto
ma qualche buco resta lo stesso. Lo spazio per qualcos’altro si trova sempre, basta dare un po’ di gomito. Lo si cerca con affanno quando ci vuoi far entrare qualcosa; lo si cerca a malincuore quando ci devi far entrare qualcosa. Ma in ogni caso lo trovi sempre, per quanto fittointersecatopieno il tessuto del da fare sia.

Che sia elastico però, ed adattabile alla tua pelle. Che non sia cedevole e resti pieno di buchi.

A cercare spazio in una trama fitta ci si riesce sempre, anche con difficoltà a volte, ma è comunque sempre possibile.

Per chiudere gli spazi di una trama invece c’è solo una soluzione: cucire.
E l’ago fa male.

Sempre.

mercoledì 11 aprile 2012

filling holes with holes

Quando c’è da essere occupati - occupati in faccende che non ci si sceglie da sé bensì in faccende che scelgono te - sono sempre il primo della fila... faccio tutto quello che ho da fare ma potendo scegliere cosa fare non farei mai quello che faccio.
Per quello il tempo c’è. Sempre.

Manca per quello che vorrei fare. Manca sempre per quello lì.
Inutile ritagliare spazi, spintonare tra un dovere e l’altro, lo spazio per le cose che vuoi fare è sempre troppo stretto. Forse lo sarebbe anche se potessi scegliere quanto averne a disposizione, perché questo aumenterebbe la voglia di fare le cose che vuoi fare, ed il tempo e lo spazio per poterle fare in calma pace tranquillità.

Avere limiti al proprio “vorrei fare”. Averli imposti.

Dare limiti al proprio “vorrei fare”. Imporseli.

Va bene uguale.

Quello che conta è averlo, un “vorrei fare” da poter infilare da qualche parte.